Avevano trovato un tetto di fortuna negli edifici diroccati dell’ex area Riello di Porto, sopravvissuti quattro anni fa alla demolizione dei vecchi stabilimenti industriali. Ma il loro continuo andirivieni in quei cubi di cemento con il tetto di eternit, trasformati in forni dalle temperature record di un’estate tropicale, ha insospettito la polizia locale.
È scattata così un’ispezione, che nei giorni scorsi ha permesso ai vigili urbani di scoprire, a pochi metri da ponte Principe Umberto, l’ennesimo «camping della disperazione» allestito abusivamente da stranieri arrivati in città in cerca di un futuro migliore. In questo caso, ad aggravare la posizione degli occupanti è il fatto che si sono introdotti in una proprietà privata dopo aver tranciato la recinzione. Ma la «Ram Costruzioni» di San Bonifacio, l’impresa titolare dei cantieri contattata subito dai vigili, non sembra intenzionata a sporgere denuncia. Tuttavia, su proposta della stessa polizia locale, si è resa disponibile ad abbattere i ruderi dell’ex fabbrica per scongiurare future occupazioni. Naturalmente, dopo aver concluso le pratiche per lo smaltimento dell’eternit.
«Se umanamente», commenta il sindaco Roberto Rettondini, «ferisce il cuore vedere delle persone vivere in questo stato penoso, tanto più due donne incinte, sotto l’aspetto della sicurezza e dell’ordine pubblico non possiamo di certo chiudere un occhio e tollerare situazioni che rischiano di degenerare nella criminalità costituendo un pericolo per i residenti». «Continueremo perciò», promette il sindaco, «a controllare assiduamente il territorio e a smantellare insediamenti non autorizzati, che comportano anche ingenti costi di bonifica».
Da L'Arena del 28 Luglio 2010
Sarà la centralissima piazza Garibaldi a ospitare domani il debutto della terza edizione del Festival Veneto, promosso dall’assessorato provinciale alla cultura ed all’identità veneta nell’ambito di Provincia in Festival, con il contributo della Regione e il sostegno dell’assessorato comunale alla cultura, della Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona e Box office live.
La manifestazione, che per Legnago è una novità, avrà come filo conduttore la musica della tradizione veneta, «Proposte», spiega la delegata alla cultura del Comune Ester Bonfante, «attraverso cantanti, musicisti e attori di teatro, capaci di utilizzare il dialetto veneto come mezzo di espressione». Il festival, a ingresso libero, vedrà alternarsi sul palco - introdotti da Lucio Salgaro e Giorgia Pradolin - due artisti d’eccezione: il cantautore Gualtiero Bertelli e Grazia De Marchi, la voce di Verona, come la definì la giornalista e scrittrice Camilla Cederna. Bertelli inizia a scrivere canzoni da ragazzo e fonda, non ancora ventenne, il Canzoniere popolare veneto. Si accosta al Nuovo canzoniere italiano e, negli anni Sessanta, ai movimenti di protesta. Tornato sulle scene dopo un periodo di silenzio artistico, nel 1988 vince il premio Tenco con l’album «Barche di carta».
Il lavoro di ricerca e reintegrazione del canto popolare nel veronese intrapreso negli anni Settanta sta invece alla base della carriera di Grazia De Marchi. Dopo una parentesi dedicata alla canzone d’autore, anni Novanta, la cantautrice riprende il suo impegno a tutela della tradizione canora popolare.
La serata proporrà anche alcuni inserti teatrali curati dal Piccolo Teatro di Oppeano e dal Teatro Scientifico
Da L'Arena del 24 Luglio 2010
Il parco comunale diventerà una succursale all’aperto dell’«Invidia café». Almeno nei weekend fino al 30 settembre e comunque per non più di tre giorni la settimana. Il Comune ha deciso infatti di accogliere la proposta dei titolari del tempio della movida legnaghese, riaperto sabato scorso dopo un sequestro per disturbo alla quiete pubblica durato quasi un mese. E così, prendendo due piccioni con una fava, ha messo a disposizione del bar l’area verde antistante alla Cascina, con i servizi igienici e gli spogliatoi annessi, «per l’esercizio temporaneo dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande anche mediante l’installazione di gazebo e tensostrutture». In cambio di questa concessione, agevolata dalla recente risoluzione del contratto di locazione con la Uisp, l’ente si assicurerà la gestione dei due campetti da calcetto e pallavolo attigui alla struttura, con tanto di raccolta di prenotazioni, custodia e dotazione di nuove attrezzatture.
Dopo il bastone dell’ordinanza sindacale, che lo scorso 12 luglio aveva imposto la chiusura anticipata dell’attività alle 21 con un duplice scopo - da un lato, quello di non causare ulteriori disagi ai vicini con la musica e gli schiamazzi notturni degli avventori; dall’altro, quello di accelerare il dissequestro - per l’«Invidia» è arrivata la carota destinata non solo a rimpolpare gli affari del bar (che a causa delle ferie forzate ha visto andare in fumo un incasso di circa 50mila euro), ma anche a tutelare il posto di lavoro dei 10 dipendenti, che rischiavano altrimenti il licenziamento. «Questa soluzione», sottolinea il sindaco Roberto Rettondini, «è vantaggiosa sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, perché ci consente di contemperare la tranquillità dei residenti con il diritto di iniziativa economica dei baristi». «Non va poi trascurato il fatto», aggiunge, «che l’autorizzazione concessa all’Invidia ci permetterà non solo di garantire la pratica sportiva dopo la transazione intervenuta con la Uisp, ma anche l’opportunità di far vivere e rendere più sicuro il nostro bellissimo parco trasformandolo in un luogo di aggregazione». A questo punto, dopo il via libera della Giunta e la convenzione sottoscritta fra le parti, restano da definire solo alcuni dettagli per trasferire il popolo della notte nel polmone verde cittadino dove potranno essere allestiti eventi musicali ed altri intrattenimenti anche patrocinati dal Comune.
Nel frattempo, i proprietari del bar si impegneranno «ad attuare l’insonorizzazione del locale di galleria Salieri e gli interventi necessari a limitare la rumorosità cagionata dal vociare di clienti e passanti». «Finalmente, dopo un calvario che non auguro a nessuno», confida Daniela Giri titolare con Ignazio Gaggioli dell’Invidia, «vedo la luce in fondo al tunnel e posso ritornare a lavorare. E di questo ringrazio di cuore il sindaco, gli assessori Negri e Longhi, il mio legale e le tante persone che ci hanno manifestato solidarietà in questo mese di inattività».
Da L'Arena del 21 Luglio 2010
«Edificio 13», si volta pagina nel segno della continuità. La storica raffineria di via Mantova - sottratta ad un incalzante degrado da un restauro conservativo durato quattro anni e costato otto milioni di euro - diventerà la centrale operativa di quell’alleanza strategica tra India ed Italia, che era stata abbozzata ancora nel 2007 dal Comune nel protocollo d’intesa siglato con Provincia, Confindustria Verona ed Indo italian institute for trade and technology (Iiitt) per ridare slancio all’economia locale attraverso una rete di scambi, joint ventures e relazioni commerciali con il Paese dei maragià. Per poi rimanere bloccata sulla carta a seguito dei contrasti insorti tra l’amministrazione ed il soggetto attuatore individuato dall’ex Giunta Gandini, che hanno mandato a rotoli una partnership pronta al decollo.
Ma ormai è tutta acqua passata ed il progetto del polo per l’internazionalizzazione delle imprese, al centro negli ultimi mesi di accesi scontri politici, sta per prendere forma. Seppur con nuove modalità gestionali ed un diverso interlocutore, che non stravolgeranno tuttavia lo spirito dell’iniziativa inseguita da tre anni. Tempo di definire gli ultimi dettagli burocratici e l’unica testimonianza rimasta dell’ex zuccherificio ospiterà infatti la «città della conoscenza» italo-indiana data per spacciata dopo la decisione dell’Indian Knowledge City (IKC) - l’associazione costituita per concretizzare un matrimonio dalle mille potenzialità - di rescindere il contratto di locazione siglato nel marzo 2009 con «Legnago Imprende srl», società controllata dal Comune, lamentando la violazione degli accordi originariamente pattuiti. La Giunta Rettondini, che non aveva mai fatto mistero di voler rinegoziare alcune clausole contenute nel contratto con l’IKC ritenendole troppo onerose per l’ente, ha deciso invece di ripartire da zero.
E, questa settimana, ha ufficializzato l’incarico ad un nuovo soggetto attuatore che dovrà ora centrare gli obiettivi sanciti nel protocollo del 2007. Grazie al supporto fornito da alcuni imprenditori della Bassa, la scelta è caduta sulla Ace Global consulting Llp, società di consulenza commerciale con sede a Delhi (India) specializzata nella prestazione di servizi ad organismi istituzionali, associazioni industriali ed aziende private, che si avverrà della collaborazione tecnica di un’associata italiana, la Bps International di Cremona. «Questo nuovo accordo», sottolinea Nicola Negri, assessore alle Attività produttive, «prevede la concessione in comodato gratuito all’Ace di un locale all’interno dell’Edificio 13 in attesa di perfezionare i contatti con il mondo economico e di affittare alle imprese interessate a nuove opportunità di sviluppo in India i restanti uffici ricavati nell’ex raffineria».
Da L'Arena del 15 Luglio 2010
Sosta libera ed esente da multe in 14 strade della città. A partire da domani, gli automobilisti potranno parcheggiare tranquillamente in tutto il centro storico senza dover esporre il disco orario e, quel che più conta, senza alcun vincolo di orario. Con il vantaggio, per i residenti e per le centinaia di persone che arrivano a Legnago da tutta la Bassa, di non essere più costretti a fare shopping o bere l’aperitivo con l’occhio incollato all’orologio nel timore di fare tardi e di ritrovarsi poi una contravvenzione infilata sul parabrezza.
La sperimentazione avviata quattro mesi fa, con la liberalizzazione ogni sabato fino alle 15 di 400 posti auto regolamentati da dispositivi a tempo, ha dato infatti i frutti sperati. E così la Giunta ha deciso di estendere l’agevolazione a tutta la giornata prefestiva così come avviene già da qualche anno con le piazzole delimitate dalle strisce blu dove, dal lunedì al venerdì, è invece obbligatorio esporre il ticket sul cruscotto. A mettere al riparo i guidatori ritardatari da quelle sanzioni diventate ormai un incubo per i frequentatori del capoluogo è la nuova ordinanza emanata dal comandante della polizia locale Carlo Lodola in base alle direttive impartite dall’amministrazione. Che - «sulla scorta dell’esito favorevole del test lanciato a febbraio per soddisfare una richiesta avanzata dai commercianti di ViviLegnago e dagli ambulanti del mercato settimanale» - ha ritenuto opportuno affrancare per un’intera giornata tutti i posti auto disciplinati dal segnatempo. In barba alle casse comunali visto che dovrà rinunciare all’incasso garantito dalle multe del sabato.
«Questa scelta», spiega Nicola Negri, assessore alle Attività economiche, «ci è stata suggerita, oltre che per uniformare il provvedimento evitando di generare confusione tra gli automobilisti, per ridare ossigeno al commercio messo in ginocchio dal progressivo crollo degli acquisti. Svincolando la sosta dal disco orario ci sarà infatti la possibilità di attirare un maggior numero di visitatori e quindi di potenziali clienti per i negozi e gli altri esercizi». Tuttavia, i benefici non si restringono agli automobilisti. «In questo modo», sottolinea il sindaco Roberto Rettondini, «potremo infatti incrementare la sicurezza sul territorio impiegando i vigili adibiti finora al controllo della sosta per pattugliare la città e prevenire degrado e microcriminalità».
Contestualmente all’abolizione dei posteggi a tempo è diventata operativa la cura ingrassante dei parcheggi a pagamento con l’aggiunta di altre 35 piazzole alle 261 istituite tre anni fa. D’ora in avanti saranno perciò soggetti a parcometro anche i 19 stalli tracciati in piazza San Martino e i 16 disegnati in Corso della Vittoria, nel tratto tra via Amendola, via Salieri e viale dei Caduti.
Da L'Arena del 18 Giugno 2010
L’amministrazione ha ottenuto dalla Soprintendenza il via libera per ricoprire i resti archeologici del 1680
I resti della seicentesca Porta Mantova, afflitti da un incalzante degrado al centro di infuocate polemiche, potranno ritornare sotto terra. Seppur con tutti gli accorgimenti del caso e nel rispetto di rigorose prescrizioni volte a salvaguardare una delle poche testimonianze rimaste della Legnago di un tempo.
L’amministrazione - che sin dal suo insediamento non ha mai fatto mistero di voler riseppellire i ruderi riportati alla luce nel 2004 tanto da aver stanziato nel programma delle opere pubbliche 175mila euro proprio per ricoprire e pavimentare la «busa» come la chiamano in città - ha infatti incassato il primo via libera da parte della Soprintendenza. Anche se, prima di veder gli operai in azione, si dovrà attendere il nulla osta ufficiale che arriverà non appena il Comune avrà completato l’iter previsto dalla legge. A spianare la strada all’operazione inseguita ormai da un anno da Lega e Pdl è stato un incontro preliminare svoltosi nei giorni scorsi a Verona, che ha messo a confronto l’architetto Maria Grazia Martelletto e l’archeologa Brunella Bruno della Soprintendenza con il sindaco Roberto Rettondini e gli assessori Paolo Longhi e Graziano Lorenzetti. Nel corso del vertice chiarificatore i tre amministratori, affiancati dal dirigente dell’ufficio urbanistica del municipio Maurizio Bonfante, hanno evidenziato le ragioni che hanno indotto la Giunta ad inserire ai primi posti della propria agenda l’interramento del complesso oggetto sei anni fa di un restauro conservativo costato 85mila euro.
«A cominciare», riferisce Rettondini, «dal progressivo deterioramento dei mattoni che, a causa dell’implacabile azione corrosiva delle piogge e del ghiaccio, si stanno sgretolando se non spezzandosi addirittura a metà malgrado i ripetuti trattamenti effettuati in questi anni per proteggerli. Se non si corre ai ripari Porta Mantova rischia di venire danneggiata irrimediabilmente e di trasformarsi in un brutto biglietto da visita per la città». Ma alla base della decisione della Giunta non ci sono solamente l’opportunità di conservare adeguatamente i reperti e l’esigenza di risparmiare al Comune ingenti costi di manutenzione. «Lo scavo, oltre ad essere sproporzionato rispetto all’ambito dov’è inserito», aggiunge il sindaco, «ha infatti stravolto anche il sistema di circolazione urbano creando non pochi disagi. Non vanno poi tralasciate le grosse difficoltà per gestirlo. Da qui l’idea di chiuderlo sulla scorta di quanto è avvenuto tre anni fa a Porto con le tracce di Porta Padova».
Da L'Arena del 12 Giugno 2010
Nei primi 30 posti della graduatoria compilata con i nuovi criteri introdotti dalla Lega non ci sono stranieri
La ricetta leghista per favorire, con i nuovi criteri padani varati nove mesi fa, gli italiani e i «legnaghesi de zoca» nell’assegnazione delle case popolari ha dato i frutti sperati. E, a meno di una disponibilità record o di emergenze abitative, gli immigrati saranno perciò costretti a rinunciare alle chiavi di un alloggio dell’Ater.
A metterlo nero su bianco è la graduatoria provvisoria appena licenziata e trasmessa in municipio dalla commissione istruttoria dell’Azienda per l’edilizia residenziale scaligera, che ha ammesso 150 delle 168 domande presentate nel 2009 dalle fasce disagiate della popolazione. Dall’elenco degli aspiranti affittuari, da cui il Comune attingerà nei prossimi mesi per consegnare le abitazioni a canone agevolato, sono infatti spariti i cittadini stranieri. Il primo «foresto» - fatta eccezione per una signora polacca mamma di tre bambini avuti da un italiano, che nel giro di un anno è scivolata tra l’altro dal primo al 19° posto - è piazzato in trentunesima posizione e si tratta di un capofamiglia marocchino con moglie e quattro figli a carico. Il che significa che è praticamente tagliato fuori, alla stregua di un’altra cinquantina di richiedenti di diverse etnie, dal novero dei futuri locatari. Anche perchè gli appartamenti - attualmente l’ente ne ha a disposizione soltanto tre che dovrebbero salire a sette entro l’estate - vengono assegnati col contagocce e l’attesa è già di per sè lunga per i primi della lista. A garantire una corsia preferenziale ai «cittadini doc» è stata l’applicazione dei punteggi suppletivi stabiliti dal Comune in aggiunta a quelli fissati dalla Regione. In un rovente Consiglio dello scorso settembre, il Carroccio, con l’avvallo del Pdl ed il voto contrario dell’opposizione, aveva infatti ristretto solo a due categorie la distribuzione degli otto punti di competenza dell’ente: cittadini italiani residenti a Legnago da almeno 20 anni; oppure nuclei composti da coppie italiane o comunitarie, coniugate e con figli a carico, la cui età sommata non superi i 65 anni purchè almeno uno dei due coniugi sia residente in città da almeno 15 anni. E così, all’atto pratico, si è verificata quella scrematura allora aspramente condannata dal centrosinistra, che intravvide nei criteri in questione «connotati razzisti a scapito non solo degli extracomunitari ma anche di anziani ed altri italiani fragili confinati in calce alla graduatoria».
L’amministrazione non ha però nulla da rimproverarsi e canta vittoria. «Finalmente», dichiara il sindaco Roberto Rettondini, «siamo riusciti a tutelare i diritti della nostra gente, dei nostri vecchi e dei tanti cittadini indigenti che con il loro lavoro hanno finanziato questi alloggi. E che, altrimenti, dovevano continuare a cedere il passo ai residenti dell’ultima ora».
«Questa graduatoria», aggiunge Erika Ferraresi, assessore al Sociale, «non è il frutto di un disegno discriminatorio e razzista. Bensì l’occasione giusta per salvaguardare i legnaghesi finora penalizzati nelle assegnazioni visto che dal 2006 ad oggi il 55,5 per cento degli alloggi, calcolando gli occupanti, sono andati a nomadi ed immigrati».
Da L'Arena del 8 Giugno 2010
Legnago rafforza la sua presenza in Consiglio provinciale e a partire dall’assemblea in programma oggi alle 15.30 a Verona, ritorna a dire la sua nelle file della maggioranza.
Complice il gioco di incastri decretato, tra nomine, surroghe e ripescaggi, dalle ultime elezioni regionali, l’assessore allo Sport, Turismo e Politiche giovanili Maurizio De Lorenzi, secondo dei non eletti per la Lega nord nella tornata dello scorso giugno, debutterà infatti anche ai Palazzi scaligeri. Senza per questo lasciare il suo incarico in municipio dove il 48enne «Tosi della Bassa» - com’è soprannominato dai militanti del Carroccio per i successi elettorali ottenuti dapprima come segretario cittadino e dallo scorso dicembre anche come segretario circoscrizionale a capo delle 16 sezioni della pianura veronese - continuerà non solo a gestire le sue deleghe. Ma anche a manovrare la barra politica del primo partito della città, che alle amministrative del 2009 è balzato al 31,60 per cento. «Assieme agli altri quattro esponenti della Lega eletti nella Bassa», promette De Lorenzi, «mi impegnerò in Provincia per mettere a frutto gli importanti risultati ottenuti ed il forte consenso di cui godiamo sul territorio. Quindi, lavorerò per potenziare i servizi e favorire lo sviluppo della nostra area».
Da L'Arena del 11 Maggio 2010
LEGNAGO. La Giunta ha autorizzato la celebrazione dei matrimoni civili anche in «Sala Riello»
Tempo di perfezionare gli ultimi dettagli burocratici ed anche il teatro Salieri profumerà di fiori d’arancio. A partire da maggio, le coppie di fidanzati che decideranno di convolare a nozze con rito civile non saranno infatti costrette a scambiarsi gli anelli nella fredda cornice di Palazzo de’ Stefani. Ma potranno pronunciare il loro sì, con tanto di marcia di Mendelssohn e rinfresco finale, anche nel ridotto della sala di via XX Settembre.
L’opportunità per i promessi sposi di Legnago e dintorni di poter festeggiare il loro giorno più bello anzichè in municipio in quella che è meglio conosciuta come «Sala Riello» è stata messa nero su bianco questa settimana dall’amministrazione comunale su proposta della delegata alla Cultura Ester Bonfante. Nell’ultima seduta, la Giunta ha infatti autorizzato il cerimoniale alternativo dopo aver ottenuto il via libera del consiglio d’indirizzo della Fondazione culturale Salieri: l’ente di partecipazione, che dal 2001 gestisce il teatro cittadino e di cui il Comune è socio fondatore. E così gli innamorati, che per volontà o per costrizione - è il caso dei divorziati con matrimonio religioso alle spalle ai quali il diritto canonico impedisce di promettersi fedeltà al cospetto dell’altare a meno che non abbiano ottenuto l’annullamento delle prime nozze dalla Sacra Rota - decideranno di regolarizzare la loro unione davanti all’ufficiale di stato civile, avranno la possibilità di usufruire d’ora in avanti di una sede più accogliente e suggestiva dell’anonima sala consiliare. Senza, tra l’altro, svenarsi e compilare una sfilza di richieste. Per diventare marito e moglie al «Salieri» sarà infatti sufficiente versare preventivamente al Comune una tariffa fissa di 300 euro: 100 andranno a rimpolpare il bilancio del municipio, mentre gli altri 200 saranno corrisposti, a cadenza semestrale, alla Fondazione a titolo di rimborso spese.
«Dopo aver valutato diverse soluzioni, fra le quali anche il museo Fioroni», spiega Ester Bonfante, promotrice delle nozze in musica, «la più praticabile ed immediata, oltre che la meno costosa, si è rivelata per l’appunto quella del ridotto, che può ospitare fino a 70 persone e che consente agli sposi di intrattenere anche gli invitati nell’atrio sottostante dov’è in funzione un bar». Per il Comune, che intende ora impreziosire «Sala Riello» con nuovi arredi, piante ed opere d’arte, le «cerimonie teatrali» offrono un duplice vantaggio. «Da un lato», sottolinea Bonfante, «possiamo valorizzare ulteriormente una struttura che, nel nome di Antonio Salieri, è diventata negli anni il motore culturale della Bassa con stagioni da incorniciare e record veneto di spettatori. Dall’altro, si garantisce ai promessi sposi un’atmosfera più affascinante e coinvolgente che renderà indimenticabile il loro matrimonio».
Da L'Arena del 25 Aprile 2010
Nelle baracche vivevano alcuni cittadini romeni in mezzo a cumuli di rifiuti e in condizioni disumane
Nemmeno il tempo di smantellare le due tendopoli abusive scoperte ai primi di marzo nella golena dell’Adige, che la polizia locale di Legnago si è imbattuta in un altro «campeggio della disperazione». Sempre celato da una fitta vegetazione in una zona impervia del fiume, tra ponte Limoni e ponte Principe Umberto. E sempre in mezzo a cumuli di immondizia e in condizioni igieniche disperate. È uno scenario di povertà ed estremo degrado quello che si sono trovate di fronte le due pattuglie di vigili urbani che, ieri all’alba, hanno individuato e demolito, in località Ca’ Mula a Porto, una baraccopoli ricavata nel fango da alcuni stranieri costretti a vivere in condizioni disumane, con qualche materasso lercio come unico conforto. Nel corso dell’operazione, coordinata dal comandante Carlo Lodola alla presenza del consigliere delegato alla Polizia locale Michele Menini, sono stati fermati ed identificati tre giovani romeni, che stavano recandosi in città a chiedere la carità. Nel pomeriggio, l’area è stata poi bonificata dagli operatori della Sive, che hanno recuperato alcuni quintali di rifiuti.
La Giunta trasferisce il luna park e libera duecento posti auto gratuiti vicino al liceo
Alla Lega nord il verde d’ordinanza piace anche per le giostre. Tanto più se c’è da far contenti quei commercianti del centro storico scesi la scorsa primavera sul piede di guerra, con residenti e pendolari, contro le attrazioni viaggianti posizionate, seconda una tradizione di lunga data, nel parcheggio libero antistante il liceo «Cotta». La Giunta, proprio alla luce di quella levata di scudi culminata in una petizione con un centinaio di firme in calce, ha deciso infatti di trasferire, in via sperimentale, il luna park all’interno del parco comunale. Lasciando così liberi i 200 posti auto occupati ogni anno, per tre settimane, dagli «ambulanti del divertimento». Con inevitabile strascico di proteste e malumori da parte di chi si vedeva privato di una delle poche aree di sosta del capoluogo esenti da ticket e disco orario .
E così, dal 19 maggio al 6 giugno, autopiste, «calcinculo» e dischi volanti verranno collocati, al pari dei loro eredi ipertecnologici, nel semicerchio esterno alla pista da jogging che fiancheggia via Lungo Bussé, l’Agenzia delle entrate, via Diaz e viale dei Tigli. Vale a dire nella stessa posizione che 17 anni fa aveva tenuto a battesimo un analogo trasloco: quello voluto, ai tempi dell’amministrazione leghista guidata da Roberta Visentin, dall’allora assessore alle Attività produttive Claudio De Marchi. Con l’uscita anticipata del Carroccio dal municipio, dopo tre anni di governo, si ritornò al parking sovrastante i giardini. Complici anche le critiche degli ambientalisti, convinti che la presenza delle giostre, oltre a danneggiare il tappeto erboso, minasse l’ecosistema del parco allontando le diverse specie di uccelli presenti.
Ed ora, con il via libera dell’esecutivo caldeggiato dal sindaco Roberto Rettondini, si ripeterà l’esperimento avviato nel 1994 per garantire un’ubicazione alternativa, ma comunque centrale ed in grado di richiamare clienti, alle attrazioni. «Questa scelta», sottolinea Nicola Negri, assessore alle Attività produttive, «ci è stata suggerita in primo luogo dall’istanza protocollata lo scorso maggio dai commercianti di Corso della Vittoria e di altre vie del centro che, con il sostegno degli abitanti del quartiere e dei lavoratori in arrivo da fuori città, lamentavano forti disagi durante lo stazionamento delle giostre per l’occupazione del parcheggio. Quindi, si è pensato di spostare la manifestazione nell’attiguo parco prevedendo una cauzione a carico degli assegnatari per coprire le spese necessarie a ripristinare l’erba e i vialetti qualora venissero rovinati dalle giostre».
Ma all’origine del cambio di sede ci sono anche altre ragioni. «A cominciare», spiega il sindaco, «dall’esigenza, reclamata con insistenza dalle famiglie per scongiurare anche il minimo rischio per i loro bambini, di individuare una postazione più sicura del parcheggio affacciato su una strada molto trafficata e ad elevato rischio di incidenti». «Inoltre», conclude Rettondini, «questo nuovo allestimento risponde ad un altro obiettivo: quello di far rivivere il parco trasformandolo in un polo di attrazione e in un punto di aggregazione per la città e i centri limitrofi».
Attirare più visitatori possibile a Legnago per movimentare la città ed assicurare una clientela allargata ai quasi 500 esercizi pubblici, tra negozi, bar e ristoranti, sparsi nel capoluogo e nelle frazioni. Risponde a questo ambizioso obiettivo scacciacrisi «Domenica a Legnago»: la nuova rassegna di eventi primaverili messa a punto dall’assessorato alle Attività economiche con l’associazione di commercianti «ViviLegnago», salita in pochi mesi da 30 a 70 soci con punti vendita sparsi in 20 vie del centro.
Ad aprire il ricco calendario di appuntamenti sarà il 25 aprile la sedicesima edizione del «Flora Market», la mostra-mercato di florovivaismo allestita al parco comunale dove per l’occasione verrà riproposto anche un percorso ippico con il «Battesimo della sella» in omaggio all’ippodromo ospitato anticamente all’interno del polmone verde cittadino. Ai banchi di piante e fiori saranno abbinate in questa tornata le boutique viaggianti del «Mercato del Forte», il consorzio di venditori ambulanti della Versilia ormai di casa sotto il Torrione. Sabato 2 maggio sarà quindi la volta di «Golosissima», piccola fiera itinerante dedicata a cioccolato, dolci e prodotti tipici, che farà tappa in piazza Garibaldi fino a domenica quando via Roma e via Duomo ospiteranno il mercatino dell’antiquariato mentre in via Cavour si terrà un’esposizione di pittura. Il 9 maggio è invece in programma, sempre in piazza Garibaldi, «Naturalegnago», una mostra mercato di prodotti biologici e rimedi naturali nell’ambito della quale il Comune promuoverà la sensibilità ambientale e l’ecologia del quotidiano con stand dedicati al riciclo dei rifiuti, alla bioedilizia, alla pulizia dell’aria e alle energie rinnovabili. Il 19 maggio verrà poi inaugurato il luna park, che sosterà fino al 6 giugno all’interno del parco con 22 attrazioni mentre la domenica successiva «Porto...bello» riproporrà nel cuore antico di Porto il mercatino del tempo libero e del giardinaggio con una trentina di espositori.
Nell’ultimo weekend del mese piazza Garibaldi farà poi da scenografia ad «Una città da assaggiare»: tour sui 2.000 anni del provolone promosso dal Consorzio tutela Valpadana con mostre, degustazioni guidate, percorsi sensoriali ed attività ludico-didattiche per le scolaresche. Gran finale il 6 giugno nella stessa piazza con un vernissage di pittori locali e lo spettacolo «Legnago in moda».
«Le proposte», sottolinea Nicola Negri, assessore alle Attività produttive, «non mancano e confidiamo perciò in una massiccia risposta del pubblico, che sarà agevolato anche nei parcheggi. Non va infatti dimenticato che nel fine settimana si può posteggiare gratuitamente negli spazi blu mentre il sabato fino alle 15 la sosta è liberalizzata in 400 posti auto regolamentati da disco orario».
Da L'Arena del 16 Aprile 2010